Anche NUNO è “zero waste”!

Il tema della sostenibilità è caro a tutti noi ma molto ampio e complesso, una enorme matassa di più fili intrecciati, assai difficile da dipanare, e a questi fili sono legati il destino del pianeta e di chi lo abita (e non siamo solo noi, ricordiamocelo!).

Cosa è sostenibile? Per chi o cosa?

Diversi anni fa ho avuto, con una cara amica molto sensibile agli aspetti ecologici ed ecosostenibili della nostra quotidianità, una interessante discussione sul tema della carta riciclata.  Lei accusava la “società” di non fare sufficiente uso di carta riciclata. Le chiesi se sapeva quale fosse il processo di riciclo della carta usata, se fosse a conoscenza del fatto che, per sciogliere le colle che tengono insieme le fibre di cellulosa ed eliminare gli inchiostri e le plastiche di finitura, si facesse uso di solventi, e per rendere nuovamente bianca la carta, di sbiancanti ottici. Tutti prodotti inquinanti.

La domanda allora era: cosa è più sostenibile, riciclare la carta a queste condizioni o utilizzare cellulosa proveniente da foreste “coltivate” per l’industria cartaria, senza abbattere ettari di boschi in giro per il mondo?

Rimase interdetta e prendere una posizione netta, alla luce di quelle considerazioni, le fu difficile.

Da allora i processi di recupero della carta sono sicuramente cambiati, poiché stiamo comprendendo quanto una visione di vera sostenibilità sia l’unica strada possibile per un futuro vivibile sul pianeta.

Ma una giusta visione di “sostenibilità” deve essere a 360°, comprendere ogni aspetto della nostra esistenza sulla terra: dalla produzione e consumo di plastica agli allevamenti intensivi, dal surriscaldamento all’uso di energia pulita, dalla conversione degli stabilimenti produttivi incriminati alla tutela dei posti di lavoro di chi, in quelli stabilimenti, lavora. La globalizzazione ci incatena indissolubilmente gli uni agli altri, uomini, animali e piante, come in un domino precario.

Ma al di là della visione globale, che, purtroppo, è demandata a governanti e politici che troppo spesso hanno interessi in gioco, ognuno di noi può, nel suo piccolo, fare delle scelte.

Come voi, io faccio le mie, anche come imprenditrice.

I tessuti NUNO sono sostenibili perché realizzati a mano, con lane provenienti da allevamenti “no mulesing”, senza l’uso di energia elettrica o di sostanze inquinanti e con un ridottissimo consumo di acqua.

Ma non mi basta.

L’impatto devastante che la produzione di abbigliamento ha sul pianeta è per me un grave cruccio.

Non voglio pensare che i miei capi possano, in qualche modo, contribuire a questo spreco di risorse ed energie, all’inquinamento che deriva dallo smaltimento dei miliardi di capi prodotti e nemmeno indossati.

Dico spesso, a chi per la prima volta entra nel mondo NUNO, che per me la lana, la seta, sono un po’ come il maiale nella società rurale di un tempo: non si butta via niente!

Anche la più piccola ciocca di lana o la più insignificante striscia di seta, può essere utilizzata e magari diventare il dettaglio che fa di un tessuto un capolavoro!

Per queste ragioni ritiro i capi NUNO che avete indossato e consumato nel tempo e li riutilizzo diversamente. Ma il vantaggio è per entrambi!

Io riavrò un mio prezioso tessuto prodotto con passione che riprenderà vita in una nuova forma e voi avrete immediatamente uno sconto del 20% su un capo o un accessorio qualsiasi delle collezioni NUNO.

Chiamatemi o scrivetemi per prendere il vostro appuntamento e se siete lontane speditemi un pacco con il vostro capo usato e consumato e riceverete il vostro super sconto! Con questo semplice gesto avremo entrambi fatto qualcosa di utile per noi e per il pianeta.

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